Paolo Bizzeti SJ

Sempre pellegrino!

 

Sono nato a Firenze nel 1947, quindi ormai di vita ne ho vista tanta!

Ma il mio pellegrinaggio terreno continua a stupirmi, perché certo non sono mancati i colpi di scena. L’ultimo è stato la nomina di Papa Francesco a Vicario Apostolico dell’Anatolia nel 2015, una cosa davvero sorprendente, ma anche in linea con un lungo amore per la terra di Turchia.

Abito a Iskenderun, vicino al confine con la Siria, ma la diocesi che mi è stata affidata arriva sino al Mar Nero, a 1200 chilometri di distanza! Come sono finito in questa «avventura» del tutto imprevista? Certo non è stato il caso o la necessità…

Da adolescente sognavo di fare l’ingegnere alla Ferrari. Mio fratello conserva ancora i miei disegni di auto futuristiche (oggi si chiamerebbero concept car). Sognatore lo sono sempre stato, forse perché ero un ragazzo molto timido e chiuso – oggi pochi riescono a immaginarlo, ma nel fondo lo sono ancora – e quindi sognare veniva facile. Ma ero anche abbastanza concreto da avere una ragazza e giocare a basket.

Nell’estate del 1964 però, la lettura della vita di san Massimiliano Kolbe mi ficcò in testa un tarlo: perché non fare il gesuita? A dir la verità, l’idea non c’entrava nulla perché lui era francescano. Però io conoscevo i gesuiti e mi facevano una bella impressione. Così, dopo qualche mese lasciai la ragazza e cominciai un cammino che mi portò, una volta finito il liceo, a entrare nella Compagnia di Gesù. Fui molto pragmatico. Mi dissi: «Se mi trovo bene resto, altrimenti rientro a casa». I miei genitori sono stati molto liberi e rispettosi della mia decisione: sono loro profondamente grato.

Gli anni della formazione furono molto interessanti. Non solo perché la mia immagine dei gesuiti maturava e prendeva le giuste proporzioni, ma anche perché incontrai ragazze belle e serie che mi costrinsero a pensare più seriamente alla mia vocazione. Gli studi filosofici, che al liceo erano stati un dramma, divennero avvincenti e stimolanti. Ma soprattutto, scoprii la Bibbia! È stato un amore che ho non più mollato e, visto che alla fine trovavo sempre pace profonda nel continuare ad essere gesuita, andai avanti con gli studi e l’ordinazione sacerdotale, sempre accompagnati dalla mia passione per… i motori e le corse!

Nel 1975 mi iscrissi all’università a Bologna e conseguii la laurea in Lettere e Filosofia con una tesi sul libro della Sapienza, che fu una bella avventura culturale giocata in prima persona e che ebbi la soddisfazione di vedere pubblicata (Sapienza. Struttura e genere letterario, Brescia 1984).

Scoperto sempre più il kerygma ovvero che c’è chi mi ama più di quanto sia possibile immaginare, non mi interessava fare il professore, sebbene mi sia sempre piaciuto insegnare. Ma per me era molto più affascinante aiutare i giovani e chi mi capitava a tiro a scoprire la storia della salvezza, così diversa dalla religione incartapecorita che già negli anni ’70 stava agonizzando. Erano gli anni frizzanti del dopo Vaticano II!

Dall’annuncio della Buona Notizia sono partiti vari cammini con tante persone che hanno risposto con creatività all’amore del Signore. Molti, fino ad oggi, in diverso modo, sono ancora miei compagni di viaggio; con altri sono sicuro che, rincontrandoci, potremmo riprendere subito il dialogo e la condivisione di vita. La Parola di Dio crea sempre fraternità e amicizia tra le persone, anche quando si prendono strade diverse o si fanno scelte agli antipodi.

Cominciai in quegli anni a scoprire le terre bibliche, anzitutto la Turchia. Innumerevoli i ricordi di pellegrinaggi insieme a giovani incoscienti come me, in pulmino e sacco a pelo, con i soldi contati! Mondi diversi che mi hanno allargato la mente e il cuore e che mi hanno fatto comprendere che solo nel meticciato dei popoli c’è vita per tutti. Poi ci fu la Terra Santa (o del Santo, come sarebbe meglio dire). E anche lì mi buttai a capofitto, sempre cercando di ridare ad altri la gioia di scoprire ciò che io avevo scoperto. Viaggiare mi piace, sì, ma non a casaccio o passando da un paese a un altro. Mi sono concentrato sulle terre bibliche: Turchia, Palestina, Egitto, Siria, Giordania, Iran … percorrendole molte volte e scoprendone i tanti volti.

Da qui la fondazione dell’Associazione Amici del Medio Oriente. Da qui il libro Turchia. Guida biblica, patristica, archeologica, turistica, EDB, Bologna 2014 e anche il commento al libro degli Atti degli Apostoli Fino ai confini estremi, EDB, Bologna 2008.

In tutti questi anni, sono grato di aver sempre trovato dei grandi maestri e di aver mantenuto il gusto di essere alunno. Tra gli altri, Armido Rizzi, Francesco Rossi de Gasperis, Maurice Gilbert, Giuseppe Cascino, di cui conservo una memoria viva e riconoscente.

Poi mi sono ritrovato nell’avventura di accompagnare tanti giovani nella scoperta della loro vocazione o – come sarebbe meglio dire – di come spendere al meglio la loro vita a partire da quello che sono in concreto.

Gli Esercizi spirituali di sant’Ignazio e i luoghi ignaziani sono stati l’altra fonte a cui ho continuato ad abbeverarmi fin da adolescente.

Infine, i ruoli più complessi: Direttore del Centro di Spiritualità Villa San Giuseppe a Bologna e poi Rettore dello Scolasticato Internazionale di Filosofia della Compagnia di Gesù a Padova.

E ora? Ora vi aspetto in Turchia, per scoprire le nostre radici! La Chiesa è nata ad Antiochia più che a Gerusalemme. Qui san Paolo ha fondato tante comunità di cui leggiamo nelle sue lettere. Qui ci sono le sette Chiese dell’Apocalisse. Qui si sono svolti i primi sette concili ecumenici.

Venite e vedrete!