Francesco Cavallini SJ

C'è di più

 

Sono nato a Bergamo, il primo giorno d’estate del 1968. Da sempre tifoso di calcio e appassionato di motori. Una vita impegnata e sensata con una moglie e tanti bambini: questo era il mio sogno da ragazzo. Di tutto ciò poi, è rimasto il desiderio grande di impegno e di senso; mentre il modo con cui realizzare il sogno, dopo un cammino di crescita e maturazione nella relazione con il Signore, è cambiato e ho scelto la consacrazione religiosa. Credo che un certo bisogno di radicalità lo portassi dentro da sempre, ma dovevo acquisirne consapevolezza e mettere a fuoco la mia chiamata. Infatti, cosa volesse poi dire «radicalità», l’ho scoperto strada facendo.

Mi sono avvicinato già abbastanza avanti con gli anni ai gesuiti. La mia era una ricerca spirituale prima che vocazionale. A un certo punto, terminati gli studi e con varie esperienze professionali alle spalle – alcune delle quali deludenti e insoddisfacenti – mi sono reso conto che conducevo una vita cristiana mediocre. La mia fede era troppo «all’acqua di rose» e non mi dava le risposte che le sfide della vita invece sollecitavano. Sorse quindi in me il desiderio di approfondire la mia fede, che avevo trascurato fino a quel momento. Questo mi portò a una vita interiore più dinamica e a pormi sempre più domande. Finalmente, l’incontro con Gesù di Nazaret mi scosse: «Ma se questo è Dio, cosa dice alla mia vita?». Da lì il cammino spirituale si trasformò pian piano anche in cammino vocazionale.

Ricordo giornate intere al lavoro in cui ero interiormente in subbuglio, arrovellato nei pensieri e in preda all’inquietudine: «Ma è proprio solo questa la vita? Sei contento di ciò che stai facendo? Hai pace dentro di te?». Ho avuto la fortuna di incontrare persone che mi hanno segnalato luoghi e occasioni dove provare a dare un nome a questa inquietudine, a indagarla, a non temerla. Ho così cominciato a fare esperienze estive come un campo missionario della mia diocesi e, in seguito, approdai a Milano a Villa Pizzone, dove conobbi due gesuiti che segnarono il mio percorso, p. Silvano Fausti e p Filippo Clerici. Il loro annuncio mi svegliò e riaccese la luce del Vangelo nella mia vita. Questi e altri incontri mi aiutarono a vincere le mie paure e ad andare fino in fondo, assecondando il mio profondo anelito di autenticità e pienezza. Scelsi la Compagnia di Gesù per l’apertura mentale che vi ho trovato e i vasti orizzonti di missione.

Un pellegrinaggio alternativo e avventuroso in Terra Santa con p. Cesare Geroldi segnò una svolta. Al termine dell’itinerario mi trattenni un paio di mesi perlustrando Israele, Palestina, Egitto e Giordania in autostop, bicicletta e mezzi pubblici, leggendo assiduamente la Bibbia. Questa esperienza cambiò totalmente il mio approccio alla Parola e, di fatto, mi indicò quale apostolato desideravo incarnare.

Da gesuita ho studiato e prestato servizio in varie città: Padova, Madrid, Bologna, Gerusalemme, Genova. Ora vivo nella comunità dei padri gesuiti di Villapizzone a Milano. Il mio impegno è soprattutto l’annuncio della Buona Notizia ai giovani, ma organizzo varie attività anche in ambito culturale e sociale. Sono cofondatore dell’associazione «Percorsi di vita». Tuttavia la mia passione sono i pellegrinaggi: la modalità che più mi corrisponde e in cui sento correre lo Spirito.